Colica renale


Lcolica renale, annoverata tra i disturbi urologici più dolorosi, è tra le più antiche conosciute, tanto che resti di calcoli renali sono stati riscontati da ricercatori, in mummie egiziane. La colica renale consiste in un dolore acuto di localizzazione lombare ed addominale, in grado di manifestarsi improvvisamente ed in modo molto violento. L’1% degli italiani, per lo più di sesso maschile, che si rivolgono al pronto soccorso, secondo un recente studio, lo fa a causa di una colica renale.

L’evento è scatenato dalla presenza di un calcolo all’interno delle vie urinarie, il cui passaggio negli ureteri (i due condotti attraverso cui l’urina prodotta nei reni è convogliata nella vescia urinaria) può essere causa di uno spasmo doloroso della loro muscolatura liscia in seguito ad ostruzione. L’ostacolo al normale flusso urinario, determina un aumento di pressione che porta alla sintesi ed al rilascio di Prostaglandine, mediatori infiammatori. Il calcolo, comunque, può essere causa o meno di ostruzione degli ureteri, e nei casi in cui non vi è ostruzione, il suo passaggio avviene senza provocare dolore, indipendentemente dalle sue dimensioni.

colica renale

Il primo sintomo della colica renale è un dolore fitto e continuo

Esse sono più frequenti nei periodi caldi, in caso di forte disidratazione dovuta alle alte temperature e ad un non adeguato reintegro di liquidi persi con la sudorazione. Volendo descrivere meglio ed a fondo il calcolo renale, diciamo che esso è formato da una ammasso di cristalli di consistenza dura. Tali cristalli, fisiologicamente presenti nelle urine, quando particolarmente abbondanti o in assenza di particolari composti chimici che ne impediscono l’aggregazione, possono precipitare ed addensarsi sottoforma di un corpicciolo ovoidale o tondeggiante detta calcolo. Esistono diversi tipi di calcoli, tra i quali il più comune è quello di calcio che può trovarsi in combinazione con gli ossalati o i fosfati. Queste sostanze sono presenti in molti dei cibi che tutti i giorni ingeriamo e servono alla formazione delle strutture scheletriche. E’ importante conoscerne la composizione soprattutto per pianificare un piano alimentare atto alla loro riduzione. In ordine decrescente di frequenza elenchiamo altri tipi di calcoli tra cui i cosiddetti calcoli infettivi o di struvite, quelli composti da acido urico, e quelli di cistina. Al di là delle abitudini alimentari, spesso vi è una predisposizione allo sviluppo di calcoli renali.

Averne già sofferto una volta nella vita, predispone maggiormente ad una loro ricomparsa, così come avere una familiarità allo sviluppo dei calcoli o anche avere infezioni urinarie frequenti, o altre patologie quali la malattia cistica renale e l’iperparatiroidismo (disordine metabolico che porta ad una iperattività delle paratiroidi) predispongono maggiormente ad una loro comparsa. Essa, però non è in alcun modo collegata a quella nei confronti dei calcoli biliari, che sono di tutt’altra natura.

Colica renale sintomi

La loro intensità può essere tale da causare perdita di coscienza. Il soggetto presenta una varietà di sintomi fra i quali il pallore, lo stato di agitazione continua ed ansia sono i più caratteristici. La persona affetta pare incapace di trovare una posizione del corpo in grado di alleviarne l’intensa sensazione algogena, per cui appare irrequieto ed irritabile. Il dolore riferito è localizzato nella parte bassa della schiena e via via si irradia ai lati verso la porzione bassa dell’addome e alla pelvi, ed è importante saperlo riconoscere. Spesso infatti esso viene confuso con quello determinato da una colica epatica, dovuta all’ostruzione da parte di calcoli biliari degli omonimi condotti, che però si irradia più in alto. Oppure per una comune colica addominale, che però interessa la regione epigastrica. Ulteriore differenza è il tipo di dolore che non è intermittente, bensì profondo e costante per tutta la durata della colica. Altri comuni sintomi che la accompagnano sono la febbre, l’ematuria (presenza di sangue nelle urine), l’ipotensione, la nausea, la sudorazione intensa e finanche il vomito. Altra caratteristica è rappresentata dall’urgenza e dell’aumentata frequenza della minzione, che spesso si accompagna ad una sensazione di bruciore, soprattutto quando il calcolo è prossimo alla vescica. I calcoli sono spesso asintomatici e vengono rilevati mediante radiografia durante un comune esame di routine.

Colica renale cosa fare

Quella della necessità di ingerire grandi quantità di liquidi in corso di colica renale, si è dimostrato essere una leggenda metropolitana. L’assunzione di liquidi, infatti, rappresenta un’ottima prevenzione nei confronti delle coliche ma, durante il loro decorso, non ne rappresenta una risoluzione, né serve ad alleviarne i sintomi, anzi, potrebbe portare all’esacerbazione del senso di nausea, al vomito e alla diuresi. Importante è invece dedicare del tempo al riposo, alleggerirsi dallo stress quotidiano e ricorrere a dei benefici bagni in acqua calda o semplicemente ad una borsa di acqua calda applicata sulla zona dolente, sfruttando la vasodilatazione per ridurre le tensioni e gli spasmi muscolari,. La terapia farmacologica, invece, deve essere attentamente monitorata dal proprio medico e deve seguire un’accurata anamnesi atta a valutare la frequenza degli episodi, se il dolore interessa solo un lato o entrambi i lati e l’esame obiettivo (analisi del medico mediante i cinque sensi) che si effettua palpando dei particolari “punti spia” detti punti uretrali. I farmaci comunemente utilizzati sono i FANS (anti-infiammatori non steroidei) oppure gli antispastici per via endovenosa, cortisonici ed antiemetici per cercare di calmare il vomito, il dolore e l’infiammazione in attesa della progressione del calcolo verso la vescica, a cui segue la sua eliminazione con le urine. E’ bene sottolineare che un singolo ed isolato evento non rappresenta un motivo valido per rivolgersi ad uno specialista, ed è spesso più utile far capo al proprio medico di medicina generale, che sarà in grado di prescrivere tutti gli esami necessari. Solo in caso di eventi recidivanti è opportuno richiedere una visita specialistica. I primi e più utili esami che saranno prescritti in quanto utili per una corretta diagnosi sono l’ecografia del rene e delle vie urinarie, la radiografia senza mezzo di contrasto, l’urografia con mezzo di contrasto o infine la TAC spirale senza contrasto, annoverata perchè tra le ultime metodiche in auge.

Colica renale alimentazione

colica renale frutta e verdura

Frutta e verdura sono alla base della dieta per la colica renale

Una corretta alimentazione ed idratazione sono alla base della prevenzione dell’insorgenza dei calcoli o delle recidive, senza che siano necessari interventi chirurgici per la loro rimozione. Nelle prime fasi, cessato il dolore acuto, è necessario bere molta acqua, ma solo dopo che sono state accertate le reali dimensioni del calcolo e la sua motilità. Le cure idropiniche, che consistono nell’ingestione di un volume di 2 litri di acqua in 30 minuti, a digiuno, devono essere prescritte dal medico. Il tipo di acqua usata in entrambi i casi sarà una mediamente mineralizzata , con un residuo fisso < 50 mg/dL o una oligominerale, con residuo fisso < 500 mg/dL, per cui bisogna imparare a leggere bene le etichette delle acque alla voce : Residuo fisso a 180°C. Per quanto riguarda la quantità, essa dovrà assestarsi intorno ai 2 litri al giorno, arrivando anche a 3 in caso di forte sudorazione dovuta e climi caldi o ad attività sportiva, quota che può essere raggiunta anche con dei brodi e con frutta e verdure acquose (cetrioli, finocchi, anguria etc). L’autoanalisi per valutare se si è a rischio di idratazione è semplice: se il colore delle urine è un giallo paglierino chiaro, la quantità di acqua bevuta è quella giusta, se appaiono giallo scuro o addirittura marroncine si è a rischio disidratazione e bisogna immediatamente idratarsi. L’acqua faciliterà quindi l’espulsione del calcolo, che spesso il medico chiederà di conservare per ulteriori analisi di laboratorio atte a stabilirne la precisa composizione. Perchè è così importante determinarla? Perchè è il punto di partenza per la pianificazione di un piano alimentare che dovrà essere personalizzato e preparato da personale competente in merito (medico, dietista o nutrizionista). Gli aspetti da prendere in considerazione sono molteplici, saranno di seguito esposti e sono: il ph urinario, il consumo di proteine animali, di verdure, di latticini, di alcool, e di sale.

 PH: Le urine posseggono un proprio PH che è influenzato anche dall’alimentazione, in quanto diete ricche di proteine animali lo acidificano al contrario di diete ricche di frutta, agrumi e verdure che lo alcalinizzano. Ciascun tipo di calcolo si forma e resiste in un determinato ambiente, e quindi urine acide (con PH inferiore a 7) permettono la formazione di calcoli di cistina ed acido urico, mentre urine alcaline (PH maggiore di 7) contribuiscono alla formazione di cristalli di ossalati di calcio, fosfato di calcio, calcio carbonato e magnesio fosfato.

PROTEINE ANIMALI: Le diete troppo ricche in proteine animali, acidificanto il Ph urinario ,contribuiscono alla formazione di calcoli di urato. In questi casi vanno limitati tutti gli alimenti troppo ricchi di purine come tutti i pesci grassi, i crostacei, la selvaggina, il cuore ed il fegato il cui catabolismo a livello renale origina gli urati. Potrebbe essere utile sostituirle con proteine vegetali dai legumi e dai derivati della soia ed incrementare il consumo di frutta e verdura. E’ pratica comune far utilizzare degli alcalinizzanti urinari a base di citrati di potassio e magnesio,che spesso da soli garantiscono la risoluzione del problema. Anche i calcoli di cistina (derivante dal metabolismo della metionina presente nelle proteine) sono promossi dal consumo eccessivo o esclusivo di proteine animali.

VERDURA E FIBRE: Se da un lato le fibre contenute nelle verdure si sono dimostrate preventive nei confronti dei calcoli renali grazie al loro potere alcalinizzante e alla presenza di fitati (molecole antinutrienti) che inibiscono l’assorbimento del calcio; dall’altro chi è affetto da calcolosi ossalica, deve prestare attenzione a consumare frequentemente alcune di esse fra cui: asparagi, piselli, cavoli, spinaci, melanzane, pomodori, bietole, barbabietole e prezzemolo. Essi non devono essere del tutto eliminati, ma consumati con moderazione, associandoli magari ad un formaggio fresco, per limitarne l’assorbimento e con cereali integrali (riso integrale, farro, orzo decorticato, segale, pane integrale etc) ricchissimi di fibre.

LATTE E LATTICINI: Vi sono prove controverse circa l’assunzione di questi alimenti così ricchi in calcio in caso di calcolosi renale. Attualmente si ritiene che un loro consumo moderato non alteri l’equilibrio di formazione dei calcoli, a patto di assestarsi su di un massimo di due porzioni al giorno. Più pericolosa risulta invece l’assunzione di integratori contenenti calcio e vitamina D che ne aumenta esponenzialmente l’assorbimento intestinale.

ALCOOL E ZUCCHERI: Sono da evitare assolutamente in quanto l’alcool aumenta l’eliminazione renale di urati ed ossalati che addensandosi possono originare i calcoli, mentre lo zucchero da tavola (saccarosio) contenuto in tutti i dolci e nei prodotti dolciari confezionati ed il cacao promuovono la formazione di cristalli di ossalato.

POTASSIO ED ACIDO CITRICO: Alimenti ricchi di potassio quali i kiwi, le patate, le albicocche, i legumi, le banane e la frutta secca diminuiscono l’eliminazione renale del calcio svolgendo un ruolo preventivo nei confronti della condensazione del calcolo stesso. Stesso discorso vale per i cibi ricchi di acido citrico come gli agrumi. Aggiungere succo di limone all’acqua bevuta al risveglio ed alle verdure o consumare delle spremute di arance fresche è consigliato a chi ha predisposizione allo sviluppo di calcoli di acido urico, ma non a chi ha calcolosi calciche perchè il succo di agrumi è un potente alcalinizzante del ph urinario.

Gli alimenti più consigliati, comunque, sono quelli ricchi di acqua come il sedano, il cetriolo, il finocchio, la lattuga, i carciofi e la cipolla cruda, consumati tal quali o sotto forma di gustosi centrifugati, risulteranno preventivi per qualsiasi tipologia di calcolo.