Cura, trattamento e bombardamento

Qual è la prima domanda che ci facciamo quando abbiamo solo il sentore oppure un effettiva diagnosi di calcolosi renali in atto? In genere, i pazienti, tendono a domandarsi: e adesso? Come dovranno intervenire i medici? La diagnosi, la cura ed il trattamento dei calcoli renali può prendere diverse strade, tutte affidabili e sicure.

Molteplici sono I medicinali per la cura dei calcoli renali ed il trattamento dei sintomi

Molteplici sono I medicinali per la cura dei calcoli renali ed il trattamento dei sintomi

Sempre più numerose sono le possibilità di trattamento medico, farmacologico ed operatorio della calcolosi renale. Principalmente, quando un paziente ha in atto una colica renale, si somministrano dei medicinale definiti in termini medici “FANS”, meglio noti come analgesici. Essi agiscono sul circuito spasmo-dolore, ponendo fine a quest’ultimo, di natura spesso atroce e debilitante. Tale somministrazione non va ad impedire in alcun modo, la fisiologica espulsione di urine, atto necessario per l’eventuale espulsione dei calcoli renali stessi. In genere, i medici di quasi  tutto il mondo, preferiscono somministrare i FANS come terapia contro i calcoli renali, solo quando il calcolo renale si trova in una posizione tale , che molto difficilmente potrebbe muoversi di qualche millimetro.

Altri tipi di medicinali che forniscono una valida cura contro il dolore generato dai calcoli renali, sono gli Antispastici: essi hanno lo scopo unico di rendere al minimo la contrattilità del muscolo liscio. Anche in tal caso, tali medicinali, sono da somministrare solo nel caso in cui i calcoli non siano facilmente eliminabili mediante processo di espulsione.

Poiché i soggetti colpiti da coliche renali, spesso lamentano forte vomito, esistono farmaci che costituiscono ottima cura contro questo inconveniente. Essi si definiscono Antiemetici e riescono a calmare in buona parte il senso di vomito generato dai forti dolori vescicali.

Per facilitare l’espulsione del calcolo renale, si utilizza un trattamento terapico definito “colpo d’acqua”. Il soggetto colpito da calcolosi renale , è indotto ad ingerire in un tempo molto breve, circa 150 cl di acqua lievemente mineralizzata. In tal modo, tale trattamento contro i calcoli renali, provoca una spinta a livello del sistema urinario che  semplicizza la fuoriuscita del calcolo.

Non sempre, tali forma di trattamento no invasive contro la calcolosi renale, hanno il loro rapido effetto. In genere, qualora il calcolo abbia una misura massima di 4 mm, l’espulsione è assicurata nel 90 % dei casi.

Qualora il calcolo non voglia proprio abbandonare il vostro organismo, esistono tecniche chirurgiche in grado di liberare il paziente dalle coliche atroci generate dallo spostamento dei calcoli. Tra le più note, ricordiamo:

  • La Litotrissia Extracorporea è una degli ultimi trattamenti operatori per il calcolo renale

    La Litotrissia Extracorporea è una degli ultimi trattamenti operatori per il calcolo renale

    la Litotrissia Extracorporea: tale trattamento contro i calcoli renali, consta di un insieme di onde d’urto, prodotte all’esterno dell’organismo del soggetto. Essi fanno si che il calcolo si riduca in frantumi, i quali a loro volta vengono espulsi mediante urine, con estrema semplicità. Tale procedura di intervento chirurgico, è consigliata solo quando le dimensioni dei calcoli renali, non vanno oltre i 2 cm;

  • l’Uretrorenoscopia: essa prevede l’inserimento di una sonda di piccole dimensioni a livello dell’uretra. Essa, opportunamente guidata da un medico esperto, costituisce una tecnica di “bombardamento del calcolo” un tantino invasiva, ma con efficacia assicurata. Il calcolo, infatti, viene esaminato e distrutto mediante laser o ultrasuoni.;
  • la Litotissia Renale Percutanea: tale tipo di interventi di cura dei calcoli renali, costituisce un modo maggiormente invasivo di distruzione dei calcoli renali e successiva asportazione dei frammenti, mediante un tubicino posto nel lato destro o sinistro del paziente. Tale trattamento viene effettuato facendo al paziente un’anestesia generale.;
  • il Trattamento Chirurgico: è la cura per i calcoli renali meno frequente, in quanto si mette in atto qualora tutte le precedenti risultino fallimentari. Essa prevede che l’addome del soggetto venga completamente aperto. In genere, tale procedura di trattamento dei calcoli renali, avviene in una percentuale minima di casi (circa il 5%). E’ in questa piccola percentuale che ricadono tutti quei soggetti che producono calcoli di grandezze esorbitanti, sino alle dimensioni di palline da tennis.

Qualunque sia il tipo di trattamento scelto dal nostro medico di fiducia, è molto importante che la prognosi venga fatta in maniera efficace e tempestiva. Lo stesso eventuale intervento chirurgico, deve avvenire in tempi molto ristretti, poiché il paziente rischia di dar luogo ad infezioni al tratto renale o genito-urinario che complicherebbero solo la situazione. In genere, sia i trattamenti meno invasivi che quelli chirurgici, devono mirare al mantenimento delle funzioni ottimali dell’organo rene. Tale possibilità viene resa nulla qualora il soggetto abbia già in atto una serie di infezioni di natura settica, che spesso costringono all’asportazione del rene stesso interessato nella produzione della calcolosi renale.

E’ chiaro che qualsiasi cura o trattamento della calcolosi renale, deve essere seguita da condizioni atte a prevenirne la formazione. Il soggetto, per garantire l’efficace e duraturo successo degli interventi di cura o bombardamento dei calcoli renali, è invitato a compiere una moderata attività fisica, che può essere anche la semplice salita o discesa delle scale. Inoltre, tale abitudine, dev’essere necessariamente accompagnata dalla frequente pratica di bere almeno due litri e mezzo di acqua al giorno poiché, a quanto pare, tale consuetudine è in grado di battere qualsiasi intervento chirurgico.